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Génissac, una piccola comune nel cuore del Bordelais, a quattro chilometri da Libourne e con vista sulle colline di Saint-Émilion: è da qui che la famiglia Carteyron coltiva vigne dal 1855, sei generazioni che hanno trasformato un podere di frutti e pesche in uno dei riferimenti più solidi della vasta appellation Bordeaux. Patrick Carteyron, enologo di formazione, ha guidato il domaine dal 1982 con una filosofia precisa: frutto prima di tutto, legno solo quando serve, rispetto del terroir senza retorica. Oggi il testimone è passato ai figli Antoine ed Etienne, che hanno portato un’ulteriore sensibilità agroecologica al lavoro in vigna. Il Bordeaux Blanc “Cabanes” 2024 è uno di quei vini che fanno capire come il Bordolese bianco moderno abbia poco da invidiare alle grandi Loire o ai Bourgogne bianchi di fascia media. La cuvée nasce da un blend non convenzionale: 85% Sauvignon Blanc e Sauvignon Gris — in parte co-piantati e quindi co-fermentati — e 15% Sémillon, coltivati su un versante argilloso con sottosuolo calcareo. Le uve vengono vinificate in modo ibrido, tra vasche di cemento a forma di uovo, cisterne inox e barriques da 228 e 400 litri, con fermentazione a temperatura costante intorno ai 15°C. L’affinamento dura circa sei mesi sui lieviti fini con batonnage regolare, che conferisce al vino una texture setosa e un volume di bocca non comune per l’appellation. Nel calice, il 2024 si presenta giallo paglierino con riflessi dorati e verdi. Al naso è fresco, avvolgente e preciso: pesca matura, miele bianco, frutto della passione, una nota minerale quasi gessosa che ricorda i vini della Loira. In bocca l’entrata è sapida e vibrante, con una bella salinità calcarea che si prolunga fino al finale e chiama un altro sorso. È il tipo di bianco che funziona benissimo a pranzo su piatti di mare: spaghetti alle cozze e bottarga, una tartare di tonno con avocado e lime, calamari alla griglia con aglio e prezzemolo. Ottimo anche con antipasti di crudi come capesante al naturale con granita di limone, o con secondi di pesce semplici come un rombo al forno con patate e olive. Sui formaggi di capra freschi o a pasta molle trova un’intesa naturale; provate con un Chaource o un brie de Meaux giovane. Il momento migliore è il pranzo estivo, magari in terrazza, con amici che amano bere bene senza spendere una fortuna. Temperatura ideale: 10-12°C. In sottofondo, qualcosa che abbia la stessa leggerezza minerale del vino: Ribs di Lorde, o Comptine d’un autre été di Yann Tiersen per chi vuole un tono più contemplativo. Per una domenica in famiglia, niente batte Harvest Moon di Neil Young.

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