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Pomport, cinque minuti da Bergerac, un cedro del Libano bicentenario che fa ombra sul cortile d’ingresso e una vista sulla valle della Dordogna che toglie il fiato: questo è il fondale su cui Véronique e Michel Monbouché hanno costruito, vigneto dopo vigneto, una delle realtà più curiose e autentiche del Sud-Ovest francese. Quattro generazioni di viticoltori, 60 ettari di vigna certificati biologici dal 2020, suoli argilo-calcari e argilo-limoniosi mappati con precisione cartografica per adattare i cepaggi ai terroir. Il Bergerac Rouge Bio 2022 è il vino con cui Ladesvignes racconta il proprio territorio senza filtri: fruttato, gourmand, pensato per piacere con immediatezza. L’assemblaggio vede il Merlot in posizione di assoluta dominanza, affiancato da un tocco di Cabernet Franc, su suoli argilo-calcari che donano al Merlot una rotondità e una morbidezza che non si trovano facilmente sui terroir ghiaiosi bordelesi. La vinificazione è diretta e orientata alla freschezza: diraspatura totale, macerazione con aerazione nelle prime fasi per fissare il colore e il frutto, affinamento in vasca inox per sei-dodici mesi con follature regolari. La scelta di non passare dalla barrique è una dichiarazione di poetica: questo è un vino che vuole restituire il Merlot nella sua versione più schietta, quella del frutto appena schiaccito, della fragola matura, della mora di rovo al sole. Nel bicchiere il 2022 si presenta granato limpido, vivace. Il naso è franco e riconoscibile: frutti rossi freschi, fragola e mora in primo piano, una vena erbacea gentile e un tocco speziato in fondo. In bocca l’attacco è sciolto, i tannini fonduti si dissolvono senza resistenza e l’equilibrio gustativo è solido nonostante la leggerezza di fondo. È un rosso da bere giovane, entro tre-quattro anni dalla vendemmia, quando il frutto è ancora in pienezza. Va servito tra 15 e 16°C, con un’apertura breve: è già aperto, non ha bisogno di ceremonie. A tavola è un tuttofare generoso: salumi e charcuterie, grigliate miste, un pollo arrosto della domenica, una pasta al pomodoro fresco con basilico. Eccellente su carni bianche cotidiane come una cotoletta di maiale con salvia e limone, o su un filetto di pollo alla diavola. Regge bene anche i formaggi a pasta molle non troppo stagionati, come un brie tiepido o un camembert al naturale. Bevetelo con gli amici, senza troppe cerimonie, in una serata estiva o a pranzo in famiglia. Soundtrack: Superstition di Stevie Wonder per un aperitivo energico, September degli Earth Wind and Fire quando si vuole ballare, o Dreams dei Fleetwood Mac per una serata più dolce.

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