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Il Malbec è uno di quei cepaggi che il mondo ha imparato a conoscere attraverso l’Argentina, dimenticandosi spesso che le sue radici affondano nel Lot, nel cuore del Quercy, dove si chiama ancora con il suo nome originale e dove ha plasmato secoli di storia vinicola. Cahors è l’appellation che ha difeso questa identità con più ostinazione, e Château Haut-Monplaisir — gestito dalla famiglia Fournié a Lacapelle-Cabanac dal 1998, con certificazione biologica dal 2012 — è oggi tra i suoi riferimenti più solidi. Cathy, Daniel e la figlia Mathilde hanno costruito il domaine con la determinazione degli autodidatti che non hanno paura di chiedere consiglio ai migliori: la loro guida viticola è stata la famiglia Verhaeghe del Château du Cèdre, uno dei nomi più stimati dell’intera appellation. Le vigne del Cahors Tradition “Rouge” sono situate sulle terze terrazze del Lot, esposte a pieno sud, su suoli argillo-silicei con dominanza di galets roulés — ciottoli arrotondati dal fiume che accumulano il calore diurno e lo cedono alla vite durante la notte, accelerando la maturazione e conferendo quella finezza tannica caratteristica. Il Malbec in purezza al 100%, con viti di oltre 30 anni, viene vinificato in vasche di cemento termoregolate con diraspatura, follatura e cuvaison tra 25 e 30 giorni. L’affinamento avviene in cemento per il 70% e in barriques di rovere per il 30%, per 18 mesi totali. Nessuna filtrazione. Nel bicchiere il 2022 si presenta con un color porpora luminoso, quasi incandescente. Al naso c’è una bella freschezza iniziale con note mentolate, poi cedono il posto a ribes nero, prugna, lampone, qualche nota di frutta secca. In bocca è succoso e goloso, con tannini croccanti e una piccola nota citrina che dà vivacità all’insieme. La Revue du Vin de France 2025 lo ha definito “un malbec dai contorni floreali, sanguigno e denso, con tannini calibrati da un vegetale nobile” — un giudizio centrato. A tavola è compagno eccellente di un hachis parmentier, di un goulash di manzo con peperone rosso, di una coscia d’agnello al forno con aglio e timo, o di un filetto di maialino alle spezie. Sui formaggi forti come un Cantal vecchio o un Époisses regge benissimo. La finestra di consumo va fino al 2028-2030. Temperatura: 17-18°C. Musica: Out of the Black dei Royal Blood per un’energia diretta e senza fronzoli, oppure Bron-Y-Aur Stomp dei Led Zeppelin per chi vuole qualcosa di più terroso e caldo. Per una serata più raccolta, The Night We Met di Lord Huron ha la giusta malinconia del vino del Lot.

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