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Prima di spiegare cos’è il Clairet, vale la pena raccontare una curiosità storica: il termine inglese “claret”, che per secoli ha indicato tout court il vino rosso di Bordeaux esportato in Gran Bretagna, deriva proprio dal “clairet” bordolese, quel vino rosato scuro che era il più diffuso nella regione prima che i rossi tannici prendessero il sopravvento. Château Penin è da decenni il punto di riferimento assoluto per questa tipologia, con una cuvée che il Guide Hachette des Vins ha premiato con la sua étoile in più edizioni consecutive. Il Bordeaux Clairet 2024 non è né un rosato né un rosso leggero nel senso convenzionale: è una terza via, una categoria a sé, con una struttura e una vinosità che i rosati classici non hanno, e insieme una freschezza e un’immediatezza che i rossi non si possono permettere. Nasce da 90% Merlot e 10% Cabernet Sauvignon, coltivati su suoli alluvionali con superficie argillosa e sottofondo di ghiaia bianca, a quattro chilometri da Libourne. La vinificazione prevede una macerazione breve di 24-48 ore per estrarre colore e sostanza senza caricare il vino di tannini; poi fermentazione a bassa temperatura per 20 giorni, fermentazione malolattica su circa metà delle vasche, e affinamento di 4 mesi sulle fecce fini. Il risultato è una veste ciliegia brillante, luminosa, quasi rubino chiaro. Al naso arriva un bouquet espressivo e immediato: fragola, lampone selvatico, un tocco di melograno e una leggera nota di fiori bianchi. In bocca ha corpo e presenza, i tannini ci sono ma sono quasi impercettibili, la freschezza è netta e il finale è lungo per un vino di questa categoria. Bevetelo fresco, tra 9 e 11°C, e scoprirete che funziona praticamente in ogni occasione estiva. È il vino perfetto per un barbecue con amici, per un aperitivo che scivola in cena, per una grigliata di pesce al mare o per una paella domenicale. Sui secondi di carne bianca fa meraviglie: un pollo alla griglia con paprika affumicata, un coniglio alla cacciatora, oppure un maiale in agrodolce con cipolle e aceto balsamico. Provatelo anche con tajine di pollo e albicocche o con un wok di verdure con tofu speziato, per abbinamenti meno ortodossi ma sorprendentemente riusciti. Consume entro 2-3 anni per apprezzarne tutta la freschezza. Soundtrack: Blinding Lights di The Weeknd per quando la serata si scalda, o Golden Hour di JVKE per quando il tramonto è quello giusto. Se siete in vena nostalgica, La Bamba nella versione rockabilly di Los Lobos funziona che è una meraviglia.

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