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Il Champagne è stato inventato nel 1693. La Blanquette de Limoux fu prodotta per la prima volta nel 1531 dai monaci benedettini dell’Abbazia di Saint-Hilaire, a qualche chilometro da Limoux, nella valle dell’Aude — centosessantadue anni prima. È la più antica bollicina documentata al mondo, nata non per calcolo commerciale ma per una lenta, quasi accidentale scoperta della rifermentazione in bottiglia. Quando la guardia d’onore del Sieur d’Arques — il signore locale — assaggiò per la prima volta quel vino che borbottava e frizzava in modo insolito, non avrebbe immaginato di trovarsi di fronte a qualcosa che cinque secoli dopo avrebbe ancora il potere di stupire. La cantina cooperativa fondata nel 1946 a Limoux, che oggi raduna oltre duecento viticoltori su 1.800 ettari di vigneto nel piémont pirenaico, è la principale guardiana di questa tradizione. Il terroir limouxin è un caso unico nel panorama del Languedoc: si trova alla confluenza del clima mediterraneo — sole generoso, estati calde — e delle influenze atlantiche e pirenaiche che salgono dal basso attraverso le valli, portando freschezza e acidità naturale che a questa latitudine sarebbero impossibili senza l’altitudine. Le uve crescono tra 200 e 500 metri, su suoli argillo-calcari che aggiungono mineralità alla struttura. La Blanquette de Limoux Brut di Sieur d’Arques — cuvée “Première Bulle” — nasce da 90% Mauzac, il cepaggio autoctono del Limouxin che nessun altro posto al mondo produce in quantità significativa, con i suoi aromi inimitabili di mela verde, biancospino e acacia, completato da 5% Chardonnay e 5% Chenin Blanc. La vinificazione segue la méthode traditionnelle — la stessa dello Champagne — con 15 mesi minimo di permanenza sur lattes per lo sviluppo delle note biscottate e briochate del lievito. La veste è oro pallido con riflessi verdi, animata da bollicine fini e persistenti che formano una mousse densa e delicata. Al naso è vivo e elegante: agrumi, fiori bianchi, un accenno di mela cotta. In bocca l’attacco è rotondo e vivace; si ritrovano agrumi freschi, frutta bianca, una nota di pasta di mandorle. Finale fresco e di buona lunghezza. Ottimo come aperitivo su canapés di salmone affumicato, crudités di verdure con tzatziki, o bocconcini di foie gras. A tavola regge benissimo su ostriche, coquilles Saint-Jacques, tempura di gamberi, sushi. Temperatura: 6-8°C. Musica: La Vie en Rose di Édith Piaf nella versione orchestrale — quella semplicità francese che non invecchia mai — oppure Feeling Good di Nina Simone per quando la bollicina arriva nel bicchiere e si vuole che il momento conti.

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