Sancerre è uno dei nomi più celebri del vino francese — e la famiglia Dauny coltiva le vigne sui famosi coteaux di Champtin dal 1683, per tredici generazioni consecutive. Non si tratta solo di storia fine a sé stessa, ma di una coerenza di valori rara e preziosa: già nel 1964, quando la viticoltura biologica era quasi sconosciuta, Lucien Dauny convertì l’intero vigneto all’agricoltura biologica — primo e pioniere nel Sancerrois. Da allora, Benoit e Thibaut Dauny portano avanti questo impegno sui 16 ettari di proprietà, senza diserbanti chimici, senza fertilizzanti di sintesi, senza insetticidi o fungicidi di sintesi. Solo rame e zolfo, solo la natura che lavora. La gamma biologica include quattro Sancerre Blanc — “Caillottes” (da suoli argilloso-calcarei che danno equilibrio e freschezza), “Terres Blanches” (da vieilles vignes su marne bianche che regalano grande complessità), “Cuvée Romble” e il Sancerre Rouge da Pinot Noir. Il “Caillottes” è l’etichetta più rappresentativa: minerale, preciso, con note floreali e agrumati di grande pulizia. “Terres Blanches” è invece il bianco di maggiore struttura e longevità, da viti vecchie che danno al vino un profilo quasi borgognone. Il Sauvignon Blanc di Sancerre su questi suoli calcari esprime sempre quella tensione, quella sapidità e quella nota di pietra focaia che ne fanno uno dei bianchi più amati al mondo. Scoprire la gamma Dauny significa incontrare Sancerre nella sua forma più autentica, biologica e longeva: un’esperienza da vivere e da condividere.